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Spiegazioni e consigli

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Il dottore Giuseppe Rossi si prende cura dei pazienti affetti da acufeni, vertigini parossistiche posizionali, otiti, sinusiti e tutte le patologie inerenti orecchie, naso e gola.

Il dottore esegue laringoscopie, rinofibroscopie, esami audiometrici, esami diagnostici ORL e si occupa di rieducazione vestibolare. Quest’ultimo è un trattamento mirato alla riabilitazione dell’equilibrio, tramite il ripristino delle funzioni alterate del paziente. Il trattamento prevede delle sedute a cadenza settimanale, con metodologie stabilite in base al singolo caso del paziente.

Rimedi Contro la Sordità

L’approccio terapeutico verso la sordità cambia in relazione all’evento che può essere acuto (improvviso) o cronica (progressivo). Le ipoacusie improvvise sono monolaterali e sono causate da eventi circolatori ovvero da virus.

Le cellule ciliate dell’orecchio interno vengono così gravemente lesionate provocando, nell’arco di poche ore, un improvviso abbassamento uditivo che richiede un trattamento tempestivo (entro pochi giorni) con cortisonici, neurotrofici fino a ossigeno-terapia in camera iperbarica, nell’obiettivo di recuperare la perdita uditiva che rischia di diventare permanente. E’ possibile inoltre praticare un trattamento locale intra-timpanico con delle punture di cortisone.

Le ipoacusie progressive sono invece solitamente bilaterali, dovute a trauma acustico cronico, all’età e/o ad una predisposizione familiare. In tali casi è bene eseguire una diagnostica basata sugli esami audiometrici (tonale e vocale) ed eventualmente sui Potenziali Evocati Uditivi. Le terapie sono basate su neurotrofici, sulla correzione di fattori predisponenti come vasculopatie croniche, diabete o ipertensione, e, in caso di sordità medio-gravi, sull’uso di protesi acustiche per via aerea.

Gli Acufeni

Si definiscono così tutti quei fischi, ronzii o rumori vari che sono costantemente avvertiti dal paziente, in una o entrambe le orecchie ovvero in testa. E’ questo un sintomo spesso molto fastidioso ma che di solito non nasconde patologie gravi. L’origine di un acufene può essere molto varia e quindi varierà anche l’opportuno trattamento. Esso può infatti avere origine dall’orecchio interno (danno cocleare, Ménière) ma anche dall’orecchio medio (otosclerosi) o dal nervo acustico (patologia dell’angolo ponto-cerebellare). Può avere origine da disfunzione della articolazione temporo-mandibolare o da patologia della colonna cervicale. La sua origine può essere favorita da una patologia circolatoria come ipertensione, ipercolesterolemia o sclerosi arteriosa. Può originare da una patologia neurologica o neurochirurgica.

L’approccio diagnostico quindi prevede molta attenzione ed il medico otorinolaringoiatra deve trattare la patologia dell’orecchio riscontrata, ovvero indirizzare il paziente verso lo specialista più appropriato quale l’angiologo, il neurologo, il fisiatra o il dentista esperto gnatologo.

Altro compito dello specialista otorino sarà poi quello di assistere il paziente nell’obiettivo di inattivare in modo comportamentale l’acufene percepito, indipendentemente dall’origine di questo. Si tratta della filosofia (ipotesi dello statunitense Jasterboff) che ha dato origine al noto TRT (Tinnitus Retraining Therapy) che si basa sostanzialmente sulla sound therapy (una sorta di “arte di evitare accuratamente il silenzio”, sia di giorno che di notte).

I disturbi dell’equilibrio provocate dal Labirinto

Le vertigini labirintiche rappresentano almeno la metà di tutte le vertigini accusate dalla popolazione.

La vertigine più frequente in assoluto è la Labirinto-litiasi (detta Vertigine Parossistica Posizionale Benigna ) che è provocata dall’ingresso di microscopici cristalli (gli otoliti ) all’interno di uno dei canali semicircolari del labirinto dell’orecchio interno. All’inizio sono molto intense fino a causare anche il vomito; successivamente insorgono solo nei movimenti bruschi del capo (tipicamente la mattina alzandosi dal letto). La terapia si basa prevalentemente su delle manovre con le quali, capovolgendo il canale interessato, si ottiene la fuoriuscita da questo degli otoliti, determinando la regressione dei sintomi.

Altra vertigine frequente è la Neuro-labirintite, patologia caratterizzata da una lesione dell’organo dell’equilibrio (il labirinto appunto) e causata da deficit circolatori o da infezioni virali. In questo caso la vertigine costringe il paziente all’immobilità anche per diversi giorni (con intense vertigini continue e vomito) con un lento recupero dalla durata di qualche settimana determinato da un compenso centrale spontaneo e validamente supportato da una appropriata terapia medica.

La Malattia di Ménière si presenta con crisi caratterizzate da ovattamento auricolare da un orecchio, ronzìo ( acufene ) omolaterale e quindi intense vertigini. Tali crisi durano da diversi minuti a qualche ora e si ripetono nel tempo anche settimanalmente. Nel corso del tempo l’acufene e l’abbassamento dell’udito nell’orecchio affetto diventano permanenti. La causa di queste vertigini è l’improvviso aumento di pressione del liquido dell’orecchio interno (l’endolinfa) che preme sui recettori dell’uditio e dell’equilibrio. La terapia si basa su una dieta con basso contenuto di sale e su una terapia medica con farmaci vasoattivi o diuretici. In caso di fallimento della terapia medica sarà possibile eseguire un trattamento con iniezioni nel timpano di un antibiotico ototossico.

I calcoli nelle orecchie

Impropriamente detti “calcoli” chi ne parla si riferisce di solito ad una patologia (Labirinto-litiasi o Vertigine Parossistica Posizionale) che è provocata dal distaccamento di microscopici cristalli che si trovano dentro il nostro labirinto (l’organo dell’equilibrio). Questi cristalli distaccati penetrano dentro alcune strutture del labirinto chiamate canali semicircolari, e rimanendo così intrappolati generano delle intense ed improvvise vertigini rotatore che insorgono soprattutto coi movimenti di estensione del capo eretto oppure nell’atto di sdraiarsi o alzarsi dal letto. Alla prima comparsa queste vertigini sono accompagnate da improvvisa nausea fino addirittura al vomito.

Si tratta però, nonostante l’intensità del sintomo, di vertigini benigne poiché queste o spariscono spontaneamente oppure vengono curate mediante delle complesse manovre che servono a riportare i cristalli al loro posto. Di solito sono sufficienti due o tre sedute di manovre per eliminare il fastidioso sintomo.

Le Adenoidi nei bambini

Le Adenoidi ipertrofiche rappresentano uno dei problemi maggiori nei bambini. Le Adenoidi sono un tessuto solido che si forma nel rinofaringe (dietro le fosse nasali) nei primi anni di vita che serve a rafforzare le difese immunitarie del bambino ancora immature. Questo tessuto è poi destinato a ritirarsi, fino a scomparire, dopo i 10 – 12 anni di vita, allorché le difese acquistano un sufficiente grado di maturazione. Gli adulti infatti di norma non hanno Adenoidi.

La presenza delle adenoidi diventa un problema quando il loro volume è tale da impedire la respirazione nasale (con conseguente alterazione di forma del palato e di posizione dei denti), da impedire la corretta ventilazione dell’orecchio medio (con conseguenti otiti sieromucose e momentaneo abbassamento dell’udito), e da impedire di sentire gli odori (con mancanza di appetito e conseguente lentezza nella crescita). Il chirurgo Otorinolaringoiatra consiglia quindi di togliere le Adenoidi Ipertrofiche per consentire un più appropriato sviluppo del bambino. In questi casi spesso si tende a non togliere anche le tonsille se queste non si presentano particolarmente grosse od ammalate.

La Roncopatia Cronica nell’adulto

Si definisce roncopatia cronica quella patologia caratterizzata dal russamento notturno che è indipendente sia da patologie acute del naso e della gola (rinite o faringite) sia da stagionalità (rinite allergica).

E’ opportuno però distinguere due diversi stadi: la roncopatia semplice e quella con apnee ostruttive, la cosiddetta OSAS (Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno).

Il paziente che soffre di roncopatia, dopo una attenta visita Otorinolaringoiatrica con fibroscopia può essere indirizzato ad eseguire un’esame chiamato Polisonnografia che consiste nella registrazione , durante il sonno del paziente (si esegue quindi la notte), di importanti parametri quali il flusso aereo oronasale, alcuni parametri cardiocircolatori, la pressione di Ossigeno e di Anidride carbonica nel sangue ed il numero delle apnee eseguite dal paziente durante la notte. Per apnea si intende una fase in cui il paziente interrompe improvvisamente la respirazione per riprenderla spontaneamente dopo qualche secondo. L’analisi dei parametri così ottenuti danno origine ad un punteggio che è un’indicazione preziosa per distinguere il Roncopatico Semplice da un paziente con OSAS e che necessità quindi di trattamento.

Qualora si decida per il trattamento le opzioni del medico possono essere diverse variando da rimedi dietetici (calo ponderale in pazienti in soprappeso) ovvero rimedi medici e chirurgici delle fosse nasali (Settoplastica, decongestione dei turbinati), fino ad interventi quali la Tonsillectomia, la Faringotomia laterale, la Palatoplastica o la Sospensione ioidea. L’alternativa per questi pazienti sarebbe l’uso di un fastidioso respiratore notturno che si indossa la sera e che riesce a ridurre drasticamente il numero delle apnee notturne migliorando tutti i paramentri.

La cura delle
nostre orecchie

Bombardati da consigli di amici e parenti, da nuovi prodotti televisivi e legati alle nostre vecchie abitudini, una attenta (ma errata) cura delle nostre orecchie risulta a volte controproducente. Per evitare disturbi o malattie è infatti importante seguire poche ma precise regole igieniche:

  • Evitare di far entrare acqua dentro il condotto auricolare. Quando ciò è inevitabile, per esempio dopo un bagno a mare, consiglio di fare uscire l’acqua il più possibile tamponando con una tovaglia asciutta. Il ristagno di qualsiasi tipo di acqua nel condotto può portare ad una sofferenza della pelle con conseguente instaurarsi di germi e quindi patologie come otiti esterne od eczemi.
  • Evitare di introdurre nel condotto coton fioc o altri strumenti fini come astucci di penna o uncinetti. In questo modo infatti rischieremo di creare delle lesioni quali escoriazioni del condotto o, peggio, la perforazione della membrana timpanica. Inoltre con queste manovre eseguite per far uscire il cerume accumulato potremmo ottenere l’effetto esattamente opposto e cioè spingendo il cerume verso il fondo potremmo favorire la formazione del tappo. Lo strofinamento poi di corpi estranei nella pelle allo scopo di ridurre momentaneamente una stato di prurito irrita ulteriormente la pelle portando all’accentuarsi del prurito stesso.

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Cosa fare in caso di prurito auricolare?

E’ possibile usare poche gocce auricolari per lenire il disturbo momentaneamente. In relazione al singolo caso sarà il medico a consigliare quale tipo di gocce è opportuno utilizzare (gocce per il cerume, gocce con antibiotico o con cortisone).

Come si previene la formazione di cerume?

L’unico metodo che ritengo veramente valido e sicuro è quello di usare le gocce per il cerume periodicamente (più volte al mese) in modo che il cerume rimane morbido e fuoriesca con più facilità. Il cerume infatti non deve essere considerato “sporcizia”, e formandosi naturalmente dentro il condotto procede in maniera naturale verso l’esterno portandosi via eventuali particelle estranee. Solo quando questo si rende visibile all’esterno del condotto allora va rimosso.

Sconsiglio inoltre l’uso di metodi alternativi come lavaggi fai da te (l’acqua può provocare vertigini ed inoltre il paziente da solo rimarrebbe sempre nel dubbio di aver tolto il tappo di cerume) oppure l’uso della “candeletta” la cui azione aspirante nulla può per rimuovere un vero e proprio tappo di cerume.

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